Dimora della Famiglia Asburgo Foscari
 
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 Le disposizioni della Contessa

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BiancaLuce



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MessaggioOggetto: Le disposizioni della Contessa   Mer Mag 04, 2011 3:46 pm

.lilith ha scritto:
Quando i caldi raggi del sole si inoltrano tra le calli, Venezia si colora d'incanto ed i palazzi risplendono di un'aurea dorata.
Ma è al tramonto, mentre tutte le città diventano meravigliose, che Lei si tinge di magia, quando l’ombra serale sembra illuminare le acque della laguna e riflettersi sulle gondole corvine che danzano lungo le fondamenta.
Una cupa imbarcazione solcava le flebili onde del Canal Grande. Il gondoliere sfiorò il marmo del Molo ed un cavaliere avvolto con un glauco mantello pose un piede a terra. Poi girandosi fece scendere una donna celata da un tabarro amaranto per ripararsi dal freddo e dal vento, scortata da un giovane dalla verde tenuta.
Camminavano a passi lenti e cadenzati verso il cuore della città, richiamandosi gli sguardi incuriositi dalla fierezza del loro portamento.
Contemplarono i pochi minuti di attesa, poi furono raggiunti da un'austera signora dal manto cinereo.
'Bentrovata madre....'
Rimasero per qualche istante in silenzio, ad ammirare la nascita della notte sulla laguna, scambiandosi fugaci notizie e recconti, poi decisero che era tempo di partire.
Un'imbarcazione li fece fluttuare sulle scure acque fini a sbarcare sul Porto di Cavergnago. Lì li aspettava una signorile carrozza...

Viaggiarono tutta la notte, fino a giungere alle pendici del monte Titano in tarda mattinata. Si rinfocillarono nel migliore dei modi possibile, cercando di cacciar via la stanchezza in breve tempo, poi si incamminarono lungo la salita della Cesta per raggiungere la Rocca che dominava su tutta la vallata.
Bianca procedeva affiancata la marito e si scambiavano ripetuti e fugaci sgardi, sorridendo.
La madre saliva sotto braccio con suo figlio Berengario, osservando il nipote con occhi amorevoli e raccontando di viaggi ed incontri...
'Siamo quasi arrivati', i loro passi rallentarono dolcemente.
Di fronte all'immenso portone sormontato da un superbo blasone raffigurante tre imponenti torri, due guardie coprivano l'ingresso e li osservavano impassibili.
Un vecchio maestro di palazzo li accolse repentinamente per condurli all'interno del Palazzo. Bianca fece un passo avanti rispetto ai suoi familiari.

'Annunciate agli Araldi che sono giunti la Contessa Bianca Luce Asburgo d'Argovia, suo marito il Generale Jacopo Foscari, sua madre Anna Penelope Corinta e suo figlio Berengario.'

Cledada ha scritto:
Si. La primavera era definitivamente arrivata. Un turbinio di insetti ronzava come in una danza araba. Chissà quanto polline trasportavano quelle api che in quel momento danzavano davanti alla finestra dell'ufficio del Barone. Chissà quante api in quel momento danzavano tra gli alberi di Villa Augusta. E quante punture aveva già Ildebrando! Era molto preoccupato per il suo feudo: senza di lui i servi facevano ciò che volevano. Ad aggravare la situazione c'era anche il fatto che il suo Signore, il Barone di Murano, era in chissà quale zona del Mare Nostrum, a combattere i pirati!
Per il Barone era motivo di rilasso guardare il paesaggio fuori dalle mura di Rocca Cesta: gli alberi, le rocce, gli animali e gli insetti. Avvolto in un lungo mantello d'un viola leggerissimo, portava una lunga veste grigia e un tocco anch'esso grigio. Stava alla finestra, grattandosi la barba, quando qualcuno bussò alla porta.

"Avanti!" rispose il Barone. Si voltò per guardare chi fosse. Vide un piccolo uomo vestito di rosso entrare.

"Oh...Barone, vi avviso La Contessa Bianca Luce Asburgo d'Argovia, sua marito Jacopo Foscari, sua madre Anna Penelope Corinta e il figlio Berengario sono qui. Chiedono di conferire con un Araldo."

"Bene...dite alla Contessa e al suo seguono che possono conferire con me anche in questo momento."

Sentite le parole del Borgia, l'uomo si congedò da esso e chiuse la porta. Il Barone si rivoltò per guardare il paesaggio. Vide due uccellini blu posarsi sul davanzale della finestra. Anche tra quei due fringuelli era nato l'amore. Poco dopo si sedette, aspettando l'arrivo dell'amica Contessa e dei suoi familiari.



.lilith ha scritto:
Bianca entrò nello studio dell'Araldo, pochi istanti dopo che fu annunciata al Barone la loro presenza.
L'aria primaverile inebriava la stanza e di fronte a loro il volto sereno ed interessato del Borgia li invitava ad accomodarsi.
'Barone è un piacere rivedervi, vi trovo in splendida forma. Siamo giunti il prima possibile, ma il viaggio è stato più lungo del previsto... '
Si fermò un istante, mostrando alcune pergamene sigillate che teneva raccolte tra le mani.
Le posò poi sulla sontuosa scrivania di pregiato palissandro.
Sua madre la osservava orgogliosa, sedendo a lato del salone insieme al nipote, mentre suo marito rimaneva in piedi qualche passo dietro di lei, con la stessa immutata fierezza del loro primo incontro.

'Barone mi scuso anticipatamente se vi farò perdere molto tempo, ma sono innumerevoli le questioni che devo sottoporvi e vorrei iniziare da quella che più spesso e per più tempo ricorre nei miei pensieri'
Prese quindi una delle pergamena e la aprì con cura, per poi presentarla all'Araldo.
Allungò un poco la mano fino ad incontrare quella di Jacopo e con dolcezza lo avvicinò a sè. Si sorrisero, poi Bianca fece un profondo respiro recuperando l'austerità rischiesta in simili occasioni.
'Come ben sapete, è mia facoltà cedere la mia Viscontea di Mestre ad un famigliare degno di tale eredità e col diritto di riceverla. Per questo motivo vi manifesto la mia volontà di far custodire Mestre da mio marito, il Generale Jacopo Foscari. In questa pergamena vi sono le motivazioni che mi hanno spinta a questa scelta, che come potrete vedere voi stesso non sono solamente affettive, ma di profonda stima ed ammirazione'.
Consegnò quindi lo scritto al Barone, in attesa che lo leggesse e lo archiviasse tra i documenti del Collegio.


[rp]
Venezia, XXX Marzo 1459

All’Illustre Maresciallo d’Armi
Al Collegio di Araldica Italico

Avendo ricevuto la concessione della Contea di Grado, mi rendo conto di non riuscire a gestirla degnamente e con la necessaria presenza insieme alla Contea di Bassano e la Viscontea di Mestre, diventando questi territorio assai estesi per la mia unica persona.
Di certo non intendendo venir meno al mio giuramento ed al rispetto nei confronti del Collegio che mi ha riconosciuto tale onore, trascurando quelle terre, ed essendo altresì pienamente convinta della cura e dell'amore che metterà nel gestire la mia amata Mestre, intendo cedere tale Viscontea, con annesse le terre circostanti ed il suo Castelnuovo, a mio marito il Generale Jacopo 'Mes3' Foscari.
Tale scelta scaturisce certamente dal cuore, sapendo che la sua dedizione per me e per quei luoghi è la massima garanzia che io possa mai ricevere affinchè Mestre sia preservata nel migliore dei modi, ma ciò non toglie che ben altre ragioni esulano dal nostro amore. Sono queste la fiducia, il rispetto e l'ammirazione che nutro nei confronti del Generale.
Lunghi sono gli anni che Aristotele mi ha concesso al suo fianco e mai una volta sono venuta meno dal riconoscere che senza di lui, dei suoi consigli e della sua costante presenza, non sarei mai riuscita a raggiungere i risultati ed i riconoscimenti che ora posso vantare.
Ho ancora vivo il ricordo di Jacopo quando giunse a Padova, al termine della sanguinosa guerra tra la Repubblica di Firenze ed il Ducato di Siena nella quale si distinse come abile e fedele Generale o di quando partecipò alla Guerra Padana, mettendosi da subito al servizio di Venezia.
Pochi mesi dopo ebbi l'onore di iniziare la mia vita militare e nell'ottobre del 1457 ho avuto l'enorme privilegio di combattere sotto le sue insegne e di vederlo dimostrare a tutti il suo valore, spazzando via in pochissimi giorni l'esercito dell'Ordine Brigante che aveva conquistato Udine rendendola sua roccaforte.
Quell'encomiabile prova gli garantì la medaglia d'oro al valor militare.
Ha sempre messo a disposizione le sue conoscenze, permettendo la formazione tattica e strategica di altri Generali Repubblicani ed ha ricoperto incarichi di grande risonanza all'interno dello Stato Maggiore, venendo infatti eletto Stratega e nominato Capo di Stato Maggiore.

Per questo, le mie motivazioni per tale scelta sono molto più profonde della tenerezza di un amore o del rispetto di un guerriero, poichè in lui ho trovato il mio massimo esempio di entrambe.

Mestre è la nostra casa ed il nostro rifugio e sono certa che Jacopo riuscirà a garantire la necessaria presenza e dedizione, con il grande senso di responsabilità che da sempre lo accompagna, con la sua immancabile saggezza ed il suo profondo orgoglio.

Sono quindi qui a chiedervi di voler ratificare questo mio desiderio, passando a lui i diritti su quelle terre.

I miei più rispettosi saluti,



[/rp]

Rimasero il silenzio ad osservare l'Araldo leggere ed archiviare tale richiesta, in attesa di una risposta...

Pilu53 ha scritto:
[rp]Anna Penelope, tornata da un lunghissimo viaggio, sedeva adesso accanto a suo nipote Berengario,il figlio di sua figlia Lilith...
La guardava con orgoglio...era un generale stimato, era temuta ed invidiata...aveva raggiunto ogni meta si era prefissa....
Ma, per il suo cuore di madre era solo la sua "piccola", la sua primogenita....
E il suo cuore oltre che di orgoglio era pieno d'amore per la splendida figlia che il destino le aveva regalato...


.lilith ha scritto:
Una volta che il Barone ebbe terminato di leggere la missiva, tutti rimasero in attesa di una sua risposta.
Di certo già sapevano che ci sarebbe voluto molto tempo prima che si riuscisse ad ottenere una risposta e non volevano abusare oltremodo il tempo dell'Araldo.
Bianca osservava il marito che si ergeva fiero di fronte alla lussuosa scrivania e la madre commossa che sedeva accanto al nipote. Passava tra le mani le altre due pergamene, ben sapendo che a breve altri incartamenti sarebbero stati letti.
Fuori dalla finestra la Primavera cantava sotto i tiepidi raggi del sole ed i fiori coloravano la terra e l'aria.
Margherite bianche facevano capolino dal davanzale, riempiendo la sala di un fresco sapore.

'Barone, non voglio disturbarvi più del necessario e sono innumerevoli le disposizioni che dovremmo trattare. Preferite aspettare gli incartamenti su Mestre o iniziamo a trattare le mie altre volontà?'

Cledada ha scritto:
"D'accordo, Contessa. Scusate, ma sapete meglio di me come funziona la macchina burocratica dietro ogni organismo. Possiamo andare avanti con la nostra discussione; ditemi pure...-il Borgia distolse lo sguardo dalla Contessa e lo posò sulla porta-...Ildebrando! Portaci un vassoio con qualcosa da mangiare; la Contessa e il suo seguito avranno di sicuro fatto un lungo viaggio, e debbono anche riposarsi e calmare l'appetito!"

Il giovane servo entrò un attimo dalla porta e subito dopo la richiuse poichè aveva già recepito l'ordine.

.lilith ha scritto:
'Barone, non vi preoccupate, mi rendo conto che sono innumerevoli gli incartamenti per una tale disposizione...'
Mentre Ildebrando provvedeva a rinfocillare gli astanti, lei aprì una pergamena ben sigillata.
...sorrise a sua madre e lesse a voce alta il contenuto della missiva, davanti a tutti.


[rp]Venezia, XXX Marzo 1459

All’Illustre Maresciallo d’Armi
Al Collegio di Araldica Italico

Avendo visitato le terre di Grado e dopo aver personalmente constatato la loro bellezza ed anche la difficoltà nel gestirle senza aiuto, ho deciso di affidare la Signoria di tale Contea a mia madre Anna Penelope Corinta Asburgo d'Argovia.
Ella più di tutti mi ha da sempre insegnato rispetto ed amore verso chiunque e di certo i meriti della mia educazione vanno a lei. Non avendomi mai lasciata sola, sia quando ero nel giusto che nel torto, riprendendomi ed elogiandomi senza mai esagerare, è per me persona più che degna della fiducia necessaria per potermi aiutare all'amministrazione del mio feudo di Grado, avendo da sempre dimostrato equilibrio, dolcezza e determinazione .

Vi chiedo quindi di riconoscerle la Signoria dell'Isola di Barbana.

I miei più rispettosi saluti,

[/rp]

Fece quindi avvicinare la madre e si rivolse all'Araldo.
'Siamo pronte per i nostri giuramenti...'

Pilu53 ha scritto:
[rp]Anna Penlope si alzò in piedi,raddrizzò le spalle e si avvicinò a sua figlia...
Le sorrise con gli occhi e col cuore..la sua primogenita, era quello che qualunque genitore avrebbe voluto per figlia...già dai primi passi si era fatta guidare pur mantenendo la sua capacità di decidere da sola, apprendeva con facilità e con gioia....il suo difetto, la testardaggine, con gli anni si era mutato in un pregio..era tenace...non si arrendeva davanti alle difficoltà.
Era diventata una splendida donna di cui essere fieri, e conoscendola come chi l'amava la conosceva, si scopriva in lei la dolcezza....anche se cercava di celarla ai più...
Le poggiò una mano sul braccio...e quando Bianca Luce si voltò, le prese il viso fra le mani e le diede un bacio sulla fronte...


.lilith ha scritto:
Sentirono bussare delicatamente alla porta e poco dopo il Barone uscì, lasciandoli con un vassoio di gustosi dolci di mandorle provenienti dalle vicine terre toscane ed un buon bicchiere di vino.
Bianca osservava i volti felici e preoccupati di suo marito e sua madre. D'altronde erano molti mesi che sapevano che prima o poi lei li avrebbe coinvolti nella gestione delle sue terre e che non avrebbero potuto rifiutare una simile richiesta, se non altro perchè raramente lei chiedeva aiuto, anche quando le era necessario.
'Non vi preoccupate, il Barone tornerà presto e con lui arriveranno le vostre patenti...'
Sorrise di fronte ai loro sguardi impietriti ma colmi di irrequietezza.
Jacopo tamburellava con le dita contro il davanzale della grossa finestra a cui era appoggiato, osservando il cortile soleggiato ed il cielo limpido che sovrastava la Torre, mentre sua madre tentava di sistemarsi il vestito, già perfettamente disposto.
Bianca si ricordava la sua prima volta in cui aveva avuto udienza proprio in quel salone e la stessa velata ma implacabile ansia che ora vedeva nei suoi cari.
Si avvicinò al figlio accarezzandogli una spalla 'Sii paziente, non mi sono dimenticata di te...'
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BiancaLuce



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MessaggioOggetto: Re: Le disposizioni della Contessa   Mer Mag 04, 2011 5:34 pm

Cledada ha scritto:
Il Barone tornò con una pergamena in mano: finalmente era pronta per essere consegnata. Si sedette e la poggiò sulla scrivania. Poi, prese la bottiglia di vino che aveva accanto e versò un bicchiere per lui, che poggiò accanto alla bottiglia.

"Carissima Contessa, Generale Mes3...o meglio, Visconte Jacopo Foscari!- ridacchiò Clemente -Finalmente è arrivata la pergamena che certifica il passaggio della Viscontea di Mestre nelle mani del Generale Jacopo Foscari! Tenete questa!"

Porse la pergamena al neo-Visconte Mes



"Quando sono uscito mi avete detto riguardo l'assegnazione del titolo di Signora a vostra madre Anna Penelope Corinta Asburgo d'Argovia...bene. Visto che non ci sono problemi, vi dico subito che le Signore che potete scegliere per la vostra Contea di Grado"
Si alzò, prese la mappa della Serenissima dalla parete e si risedette.
"Vedete...sono San Pietro d'Orio, Isola di Porto Buso, Isola di Barbana e isola di Gorgo."

.lilith ha scritto:
Bianca osservava con orgoglio suo marito mentre riceveva quella pergamena...quelle terre che aveva sempre difeso e sognato.
Jacopo prese in silenzio la sua patente di nobiltà poi si discostò dal tavolo di lavoro dell'Araldo, annuendo alle parole del Barone e ringraziandolo.
Lei si avvicinò, accarezzandogli una mano e guardandolo negli occhi. Molte erano le parole che si era preparata per quel momento ma la felicità era così tanta che nessuna le sembrava utile a descrivere quello che il suo cuore provava in quel momento.
Il sogno della loro vita insieme si era finalmente realizzato, un dolce traguardo che avevano atteso con pazienza e costanza.
Bianca pensò agli incartamenti da firmare, ai giuramenti, alle insegne per il marito, a tutte le nuove disposizione da dare...lui sorrideva sapendo tutto ciò che frullava nella testa della moglie, che per lui era come un libro aperto.
Bianca arrossì ed appoggiò la fronte a quella di Jacopo ' Buonasera Visconte di Mestre.....'

Si ricompose e, volgendo lo sguardo verso la madre, si rivolse nuovamente all'Araldo.
Osservò la mappa con minuziosa serietà, ma si ricordava bene del racconto di un'isola della laguna di Grado, incantata agli occhi dei suoi genitori, con le sue rive dolci e la lieve nebbiolina che accarezza i suoi edifici di prima mattina, dai tramonti perdifiato e le acque limpide e fresche....
'Sono certa che l'Isola di Barbana sia perfetta per mia madre.'

Mes3 ha scritto:
Jacopo, ascoltava in silenzio quelle parole, leggermente discosto, di lato rispetto all'interlocutore come distratto vicino alla finestra. Iil suo pensiero era rapito dai movimenti delle labbra di Bianca, come il primo giorno, come la prima volta in cui durante l'assedio di Udine, s'era accorto di come la sua voce calamitasse i suoi pensieri.
Quelle labbra rosse e carnose, unite a quegli occhi verdi, riuscivano sempre a farlo sentire indifeso ed inappropriato.

Lei era la sua più grande gioia, e poteva dirsi un uomo fortunato.
Seppur alle volte era tornato a casa stanco e magari arrabbiato o ripreso da quel vecchio trombone del Longhena, che aveva sempre di vezzo di sgridarlo ogni tre per due per vincere la sua caratteriale pigrizia, aveva sempre trovato le braccia di lei ad accoglierlo ed un meraviglioso sorriso a rinfrancargli l'animo.

Nella sua vita aveva sempre potuto occuparsi solo di fare la guerra, di pensare unicamente ai suoi uffici militari, perchè lei aveva sempre riempito la loro casa di attenzioni, d'affetto e di dolcezza. Oggi guardava ancora quella donna che aveva sposato dopo così tante attese e promesse, ed ancora una volta di più si sentiva un predestinato. In una Venezia decadente ove le donne si vendevano facilmente per una carriera o per un titolo, ove non disdegnavano di buttarsi tra le braccia del primo che passava purchè in grado di dar loro di più, a lui invece era dato ricevere da lei, dalle sue stesse mani e da quelle labbra, una prova ancora piu grande d'amore e di rispetto.

La trasmissione in dono, quasi un pegno d'amore eterno, di un titolo guadagnato col lavoro, la dedizione, l'impegno e rafforzato dai molti risultati.
In quel momento vedeva Bianca donargli quel titolo di Visconte di Mestre con tutta la passione e la timidezza che solo una donna innamorata sa dimostrare.

Colse una margherita da un vaso vicino alla finestra, e quando lei ebbe finito di sollecitare la trasmissione le si avvicinò, infilandola tra i suoi capelli e la abbracciò teneramente.
" Nella mia vita ho avuto in dono il tuo amore e niente potrà mai offuscare la gioia del mio cuore quando al mattino mi è dato aprire gli occhi e scoprirti ancora vicino a me..ed accetto questo tuo regalo come un pegno d'amore eterno che io forse non potrò mai ripagare appieno...grazie."

Poi si volse verso l'araldo e si scusò, ricomponendosi all'istante.
'Barone sono a vostra disposizione, indicatemi quali incartamenti compilare. Naturalmente, in accordo con mia moglie, vorremmo lasciare la Signoria di Favaro Veneto a mio Figlio Nicolò 'Kanopim' Foscari, vi sono procedure in merito?'

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